domenica 17 febbraio 2013

...fare la CASALINGA (disperata) negli ANNI 2000!





“COME SEI FORTUNATA A STARE A CASA!” ... tipica frase rivolta (con un pelo di invidia) a NOI DONNE CASALINGHE degli anni 2000!

Fare la donna di casa oggi è diventata cosa assai rara… mi rendo conto... 

Ai tempi di mia madre poteva ancora essere concepibile che una donna non lavorasse, ma oggi le vere mosche bianche siamo noi donne “di casa”, quelle "mantenute" dal marito
Utilizzo il termine "mantenute" perché è inutile ignorare che sia questo il primo pensiero che viene in mente alle persone a cui  "confidi" la tua condizione di casalinga!
Sono termini “forti” ma veritieri. Nel senso che rimanere a casa, senza dover lavorare per forza, è considerato un privilegio (ed in parte lo è) e chi può permetterselo lo rivela con una certa vergogna.

Come se ci si dovesse vergognare di uno stile di vita fatto di faccende domestiche, attività legate alla vita dei figli, scadenze e commissioni delegate a te perché tuo marito/compagno è in ufficio tutto il giorno… 

DA CASALINGHE ci si sente un peso per la società… anche se in verità è la società che ha scaricato su di TE il peso dei figli e degli anziani… !

Stare a casa non credo sia un gran privilegio alla fine. Credo che in alcuni casi sia una necessità, perché certi tipi di lavoro sono inconciliabili con la vita familiare o perché il lavoro “giusto” non lo si trova o lo si è perso. 

Può essere la scelta felice negli ambienti in cui, non oberate da impegni da mamma e moglie, ci si dedica alla palestra o ai thè con le amiche! 
Per tutte le altre donne questa scelta significa solo rimanere ai margini della società di chi produce, delle amiche che lavorano, dei mariti che portano a casa lo stipendio, dei figli che vanno a scuola.

La soluzione alla solitudine è coltivare un certo giro di conoscenze che abbia i tuoi stessi ritmi di vita; casa, spesa, scuola, parchetto, casa. Ma non sempre si riesce ad uscire dall'isolamento...
La gestione di una famiglia assorbe molto del nostro tempo ed io personalmente non ho tanta voglia di perdermi in chiacchiere al supermercato! Preferisco coltivare frequentazioni virtuali sui social network e riuscire ad incontrare queste persone una volta al mese, piuttosto che fare salti mortali per incastrare i ritmi familiari , dei bimbi (pappa, cacca, nanna) a quelli sociali! 

In un futuro, quando avrò più tempo libero il “treno dell’inserimento lavorativo” sarà già passato e non potrà più fermarsi alla mia stazione!  Questo mi è chiaro…

Per concludere, prima di saltare subito a conclusioni affrettate e dare giudizi a noi casalinghe anni 2000… bisognerebbe anche aver sperimentato questo tipo di vita!

A presto!